 Francesco di Paola.info: Fonte, Sir - “La ‘ndrangheta è anticristiana. Il compito della Chiesa non è quello di intervenire dal punto vista militare o di repressione: ma l’intervento della Chiesa è quello più importante di tutti, perché può colpire il cuore della questione che è una questione culturale”. Lo ha detto Giuseppe Savagnone, direttore del Centro diocesano per la pastorale e la cultura di Palermo, intervenendo all’assemblea annuale della diocesi di Oppido-Palmi sul tema “La comunità cristiana di Oppido – Palmi di fronte alla sfida della ‘ndrangheta” (2-3 ottobre). Per Savagnone la Chiesa ha “un mandato che è quello di cambiare quella cultura che fa scaturire atteggiamenti non conformi alla fede cristiana, come la ‘ndrangheta”. “La Calabria oggi – ha poi aggiunto – deve riscoprire il suo futuro, e attraverso il suo futuro riscoprire la speranza. La Chiesa ha un deposito evangelico che è tutto incentrato sulla speranza”. Il compito del cristiano è quello di “lavorare per una società diversa, costruendo un futuro diverso”. Non si tratta, quindi, di “approntare una strategia anti ‘ndrangheta – ha detto Savagnone - ma di recuperare una strategia ed una pastorale autenticamente neotestamentaria che in tante parti oggi è scaduta e dove si va avanti mantenendo l’esistente”. La prima risposta della comunità cristiana è quella della “testimonianza”, ha affermato Savagnone: “Non servono i piagnistei. Dobbiamo insistere e lavorare verso una pastorale che parta dal territorio, una pastorale che aiuti a riscoprire il futuro e la speranza e che educhi alla cittadinanza e al bene comune testimoniando la comunione”. I lavori dell’assemblea sono stati aperti dal vescovo della diocesi, mons. Luciano Bux, il quale ha spiegato che il l’iniziativa “non vuole essere una ennesima conferenza sulla ‘ndrangheta, ma al contrario, è la comunità ecclesiale, in tutte le sue componenti, che si ferma a leggere il territorio per capire cosa significa concretamente vivere da cristiani nella Piana di Gioia Tauro”.Questa necessità – ha spiegato il presule – è nata dopo che il Papa durante la visita “ad limina” ha chiesto al vescovo quale fosse l’influsso del fenomeno sulla comunità cristiana. Essere cristiani – si legge in una nota firmata dal vicario generale, mons. Giuseppe De Masi - significa dire “nei fatti e nei gesti concreti della nostra vita quotidiana, e non solo verbalmente, il nostro no alla ‘ndrangheta e alla cultura mafiosa di morte, del malaffare, dell’arroganza e dei compromessi”. |