 Francesco di Paola.info: Fonte, Il Messaggero - Il direttore scientifico: un passo avanti senza precedenti verso la scoperta della materia oscura e di nuove dimensioni. Collisioni a energia da record sono state ottenute al Cern di Ginevra. Gli scontri tra particelle ad un'energia mai raggiunta artificialmente sono state ottenute nel superacceleratore Large Hadron Collider (Lhc). Viaggiando a una velocità vicina a quella della luce, i protoni si sono scontrati all'energia di 7 TeV, 7.000 miliardi di elettronvolt nell'anello da 27 chilometri dell'Lhc, aprendo la possibilità di scoperte capaci di rivoluzionare la fisica. Il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, in collegamento dal Giappone con Ginevra ha detto: «È un momento fantastico per la scienza, comincia una nuova era di scoperte. Queste collisioni sono un evento estremamente significativo, un passo in avanti non solo per la fisica delle particelle e per la comprensione del microcosmo, ma per l'astrofisica e la comprensione dell'universo. La ricerca che l'Lhc renderà possibile non soltanto porterà la scienza a capire da dove veniamo e come si evolverà l'universo, ma sarà di aiuto nell'educare i giovani alla scienza e potrà convincere a investire di più nella scienza sia il mondo dei privati sia l'accademia». Sui piccoli incidenti che hanno fatto rinviare due volte il momento delle collisioni, il direttore generale ha detto che l'Lhc «è una macchina completamente nuova e non è una sorpresa se le cose non funzionano la prima volta. E' assolutamente normale non avere collisioni al primo tentativo, ricordiamo la lezione del settembre 2008. Questa volta abbiamo identificato immediatamente il problema e sono fiducioso che non ci saranno rischi di alcun tipo». Il direttore scientifico: verso la materia oscura. Per il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci, oggi è stato fatto «un passo in avanti senza precedenti nella ricerca fondamentale, un passo nell'ignoto alla scoperta di cose completamente nuove, come la materia oscura, l'esistenza di nuove dimensioni o qual è l'origine della massa». Gli scienziati: a un passo dalla particella di Dio. Il bosone di Higgs, quella che viene chiamata la particella di Dio, potrebbe essere fra le prime scoperte del superacceleratore del Cnr di Ginevra. Tuttavia i fisici si augurano quasi che non venga fuori. «Se il bosone di Higgs – ha detto Bertolucci - ha una massa abbastanza grande potremo cominciare ad annusarlo già ora. Se invece la sua massa è piccola bisognerà aspettare il 2013, ossia il momento in cui il Large Hadron Collider funzionerà alla massima energia per la quale è stato progettato, pari a 14 TeV, 14.000 miliardi di elettronvolt. Trovarlo subito sarebbe la cosa più noiosa. Se questa particella venisse scoperta, significherebbe che esiste una supersimmetria e il Modello Standard sarebbe confermato, sarebbero cioè confermate le principali ipotesi e il modello di riferimento generale della fisica contemporanea. Se invece il bosone di Higgs non saltasse fuori, si aprirebbe uno scenario per certi aspetti più interessante. Potrebbero succedere cose strane». |