 Francesco di Paola: di Giovanni Borrelli - Gli attacchi laicisti alla Chiesa Cattolica, che si succedono da diversi anni, attraverso una copiosa letteratura talvolta offensiva, con l’acme della sentenza di Strasburgo, si sono accentuati ultimamente attraverso la testata del NYT americana, con un tentativo goffo e da basso impero, di coinvolgere il Pontefice nei deprecabili fatti di pedofilia, condannati invece con ferrea reazione dal Vaticano. Certamente la Chiesa ha sbagliato e non v’ha dubbio che gli autori, con i lori amici protettori, dovranno risponderne alla giustizia degli uomini ed a quella di Dio, come Papa Benedetto XVI ha sempre senza misura apertamente dichiarato, anche nel 2008, puntualizzando: “La mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce nei fedeli come nei pastori una deriva verso la superficialità ed un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale”. È doveroso per un cristiano che ama la propria Chiesa ed in cui è inserito con fede e convinzione, condannarne tutte le malefatte ma non accettare le idee nichiliste ed insane, da tempo indirizzate ad addottrinare le coscienze, perché principi relativisti, tendenti ad una autodeterminazione dell’uomo, vengano ad esser fatti propri da una magmatica società non più di persone ma di individui addottrinati. Possiamo, a tal proposito, richiamarci alla così detta tolleranza repressiva di Marcuse, nei confronti proprio della libertà religiosa, soprattutto quella cristiana, che è inaccettabile, in quanto intende tutelare in tutte le forme la vita e la dignità umana, arricchendola dei diritti di libertà e di amore appresi dal Vangelo di cui i laicisti ne sono miseramente carenti. È difatti intollerabile, un ateismo in cui è assente la ricerca della propria spiritualità privata di ogni senso etico, non degna oltretutto dei tempi attuali essendo astorica e incapace di esternare la religiosità intrinseca alla coscienza dell’uomo. Non v’ha dubbio, infatti, che l’accanimento mediatico stia avendo i propri deleteri frutti attraverso la diffusione di un radicalismo anticristiano che prendendo lo spunto dagli inaccettabili episodi di pedofilia intende oggi saldare il conto con la Chiesa, per non aver digerito in passato quella libertà religiosa che si è opposta agli affronti verso la vita e la libertà degli uomini, nella inconsapevolezza dei maggiori danni che possono essere apportati in avvenire alla società. Nel denunciare tali aberranti principi disumani, non si può però non richiamare la Chiesa al dovere di rivedere la formazione dei sacerdoti, perché essi siano all’altezza dei propri compiti e soprattutto perché costituiscano una guida ed un esempio per l’uomo moderno, che alla luce delle idee che vengono oggi diffuse, senza alcuna responsabilità, appare essere estremamente confuso e privo di veri riferimenti etici. Merita, comunque, tale increscioso episodio che si riflette negativamente anche sulle coscienze degli stessi cattolici, una riflessione che il Cardinale Monsignor Tonini interrogato ha ritenuto con molta saggezza e fede di puntualizzare asserendo: “Questo è un momento straordinario nella storia della Chiesa. Ognuno apporti la propria testimonianza” in quanto una denuncia così infamante, può essere l’occasione per estirpare un male gravissimo dalla Chiesa, un richiamo di Dio, perché le grazie non sono sempre doni lieti. |